L’altezza della risalita capillare sorprende spesso. Alcuni muri si fermano a trenta centimetri, altri superano abbondantemente il metro. Vediamo che cosa fissa quel limite, come misurarlo correttamente e che cosa rivela la sua evoluzione sullo stato reale del muro.
Che cosa determina l’altezza della risalita capillare
La dimensione dei pori
Infatti, l’acqua sale di più dove i pori sono fini. Un mattone poroso o una malta di calce permettono dunque una salita maggiore di una pietra densa. Inoltre, uno stesso muro mescola più materiali, il che rende irregolare la traccia.
L’equilibrio tra apporto ed evaporazione
Il livello si stabilizza dove l’acqua che arriva eguaglia quella che evapora. Di conseguenza, tutto ciò che ostacola l’evaporazione spinge il limite verso l’alto. Un intonaco cementizio, una pittura chiusa o una controparete producono proprio quell’effetto.
Lo spessore del muro
Inoltre, un muro spesso contiene più acqua e asciuga più lentamente. Così la traccia vi resta spesso più alta che su un tramezzo sottile.
L’acqua disponibile nel terreno
Un suolo che trattiene acqua alimenta la muratura di continuo. In questo modo l’altezza avanza finché la fonte non si esaurisce.
Altezza della risalita capillare: una forbice realistica
Nella maggior parte delle abitazioni la fascia si colloca tra il pavimento e circa un metro. Tuttavia non si tratta di una legge fisica.
Quando la superficie viene chiusa da un rivestimento impermeabile, il limite sale. L’acqua cerca allora un’uscita più in alto, a volte a un metro e mezzo o oltre.
Al contrario, un muro nudo e ben ventilato mantiene spesso una traccia bassa. Infatti l’evaporazione compensa l’apporto vicino al pavimento.
Ritenga quindi il principio più che la cifra. Un’altezza importante non significa un caso perso. Segnala soprattutto un muro che non respira più.
Misurare correttamente l’altezza della risalita capillare
Rilevi in più punti
Misuri il limite superiore in almeno tre punti dello stesso muro. Poi ripeta su altre due pareti. Un’altezza regolare indica il terreno.
Segni con discrezione
Poi tracci un riferimento leggero a matita. Così la misura successiva avverrà esattamente nello stesso punto.
Annoti data e stagione
Un muro segna di più in inverno che in piena estate. Senza quei dati, due rilievi non si confrontano.
Fotografi
Una foto datata, frontale e poi d’insieme, vale quanto la cifra. Permette un confronto tra sei mesi.
Guardi anche fuori
Infine esca e osservi la stessa parete dal lato facciata. Una traccia ad altezza simile conferma acqua alloggiata nello spessore.
Che cosa dice l’evoluzione dell’altezza della risalita capillare
Questo è il punto più utile dell’intero articolo.
Un limite che sale indica quasi sempre un rivestimento impermeabile posato troppo in basso, oppure una controparete richiusa. L’acqua non esce più in basso, quindi avanza.
Un limite stabile segnala un equilibrio tra apporto ed evaporazione. Il muro non peggiora, però nemmeno asciuga.
Un limite che scende riflette un’asciugatura in corso. È il segnale atteso dopo un trattamento.
Infine attenzione a una trappola visiva. Evaporando, l’acqua lascia i sali in superficie. Una parete che migliora può quindi sembrare temporaneamente più bianca, anche mentre la traccia arretra.
Quando l’altezza non corrisponde a una risalita
Tre casi ingannano regolarmente.
Una macchia isolata in alto, comparsa dopo la pioggia, riguarda l’impermeabilizzazione: copertura, serramenti o fessura di facciata.
La muffa nera negli angoli freddi, senza fascia bassa continua, nasce dall’aria interna.
Un punto localizzato vicino a una tubazione segnala una perdita. Chiuda tutti i rubinetti e osservi il contatore per un’ora.
La nostra pagina sull’umidità di risalita descrive i segnali che permettono di distinguerle.
Far scendere il limite
In pratica, due leve agiscono insieme.
La prima consiste nel riaprire l’uscita. Rimuova i rivestimenti impermeabili in basso, intonaco cementizio, pittura chiusa o piastrelle incollate. Tolga anche le contropareti nelle zone interessate. Infine allontani i mobili dal muro.
La seconda consiste nel trattare la causa. Esistono più vie: iniezione chimica, taglio meccanico, drenaggio perimetrale e inversione di polarità. Ora, soltanto l’ultima evita di forare la muratura.
Il principio poggia su una proprietà fisica dell’acqua. Ogni molecola porta due cariche opposte, e quello squilibrio la spinge verso l’alto. Un segnale a bassa frequenza altera la dinamica, così il flusso cambia verso.
La serie ATE si collega a una presa con messa a terra, con circa 15 € di elettricità all’anno. La serie ATG funziona senza corrente, però la riserviamo ai casi in cui posare un ATE risulta impossibile.
L’apparecchio si fissa a filo del pavimento, su un muro portante umido, a contatto diretto con la muratura. La copertura dipende dal modello: l’ATE LC15 agisce su 7,5 metri attorno, l’ATE LC30 su 15 metri e l’ATE Max su 30 metri.
Serve un promemoria. Questi apparecchi trattano la risalita capillare. Invece non trattano infiltrazioni, allagamenti né muffe superficiali.
Quanto tempo prima che la traccia arretri
Una muratura satura restituisce l’acqua lentamente. La pazienza fa dunque parte del procedimento.
Seguendo le nostre indicazioni di posa, generalmente si osserva un miglioramento tra 18 e 24 mesi. Prima arrivano segnali utili. Il limite smette anzitutto di salire, poi si stabilizza, infine comincia a scendere.
Continui a misurare ogni tre mesi, negli stessi punti, annotando la data. È l’unico modo per ottenere una tendenza affidabile.
Domande frequenti
Esiste un’altezza massima della risalita capillare?
Nessun valore assoluto. Il limite dipende dai pori, dallo spessore del muro e soprattutto dalla capacità di evaporare in superficie.
Perché la traccia sale dopo dei lavori?
Perché un rivestimento impermeabile o una controparete ha chiuso l’uscita bassa. L’acqua cerca allora di evaporare più in alto.
Un’altezza elevata è più grave?
Non necessariamente. Indica soprattutto un muro che non respira più. Riaprire la parte bassa fa spesso scendere il limite.
Serve uno strumento per misurare?
Un metro e una matita bastano per seguire l’altezza. Un misuratore di umidità completa l’osservazione, senza sostituirla.
Come capire se l’origine è il terreno?
Ci invii foto delle pareti interessate con l’altezza annotata. Poi la orientiamo senza costi e senza sopralluogo.
In sintesi
L’altezza della risalita capillare dipende dal materiale, dallo spessore del muro, dall’acqua disponibile nel terreno e soprattutto dall’evaporazione in superficie. Non ha un tetto fisso.
Misuri in più punti, annoti la data, segua la tendenza, riapra la parte bassa e tratti la causa. Per trovare il modello adatto, consulti il negozio, oppure ci scriva tramite il modulo di contatto.