Delle piastrelle che si staccano nella parte bassa del muro preoccupano, perché il rivestimento sembra solido per natura. Tuttavia la colpa raramente sta nella posa. Nella maggior parte dei casi, l’acqua contenuta nella muratura spinge da dietro. Vediamo come leggere questo sintomo e in quale ordine agire.
Perché delle piastrelle che si staccano partono sempre dal basso
La colla perde aderenza
Un collante sopporta male un’umidità permanente. Si ammorbidisce, poi cede a poco a poco. Così i pezzi suonano vuoti ancor prima di cadere.
I sali spingono da dietro
L’acqua del terreno trasporta sali minerali. Arrivata sotto il rivestimento, non può più evaporare liberamente. Deposita quindi i suoi sali proprio dietro le piastrelle. Poi quei sali cristallizzano, aumentano di volume e staccano l’insieme.
Il rivestimento aggrava la propria caduta
Ecco il punto meno intuitivo. Un rivestimento incollato chiude la superficie del muro. Di conseguenza impedisce l’evaporazione e concentra l’acqua proprio sotto.
Piastrelle che si staccano: leggere la distribuzione
Una fascia bassa e continua
Se i pezzi suonano vuoti a un’altezza regolare lungo tutto il muro, la diagnosi punta alla risalita capillare. Inoltre il fenomeno interessa spesso più pareti insieme.
Una zona isolata
Un distacco localizzato vicino a un’adduzione d’acqua evoca una perdita. Avanza allora senza legame con la stagione.
Pezzi che cadono in alto
Un danno nella parte alta riguarda piuttosto un difetto di posa o un’infiltrazione. Non segue la linea del pavimento.
La nostra pagina sull’umidità di risalita descrive ogni segnale.
Piastrelle che si staccano: il test prima di ogni diagnosi
Non richiede alcuna attrezzatura.
Batta sulle piastrelle con la nocca, dal basso verso l’alto. Un suono pieno indica colla sana. Un suono vuoto segnala un distacco in corso.
Annoti poi l’altezza alla quale il suono torna pieno. Quel limite coincide spesso con l’altezza della risalita.
Stacchi infine un pezzo già libero. Guardi la colla e il supporto dietro. Una polvere bianca e un intonaco friabile confermano il passaggio dei sali.
Piastrelle che si staccano: gli errori che riavviano il problema
Riattaccare nello stesso punto
È il riflesso immediato, e il più costoso. Il muro contiene ancora acqua, quindi il pezzo si staccherà di nuovo.
Scegliere una colla idrofuga
Resiste meglio, però chiude ancora di più la superficie. L’acqua sale allora più in alto, e il danno si sposta sopra.
Rifare un intonaco cementizio dietro
Stesso meccanismo. Il cemento lascia passare male il vapore e concentra i sali sotto la superficie.
Sigillare col silicone ai piedi del muro
Un cordolo stagno tra rivestimento e pavimento elimina l’ultima via d’uscita.
Verniciare le zone nude
Una pittura chiusa su supporto umido si gonfia in pochi mesi. Nasconde il sintomo senza toccare la causa.
In quale ordine intervenire
Davanti a piastrelle che si staccano, la sequenza conta quanto i lavori.
Cominci individuando l’origine, con i segnali descritti sopra. Poi corregga gli ingressi d’acqua esterni: grondaie, pluviali, pozzetti, pendenza del terreno, pavimentazione addossata alla facciata.
Quindi lasci respirare. Tolga i pezzi staccati, l’intonaco degradato e ogni rivestimento impermeabile in basso. Quel muro nudo può restare così diversi mesi, e non è un’anomalia.
Tratti allora la causa se l’acqua sale dal terreno. Infine riposi il rivestimento quando il muro raggiunge un livello stabile, mai durante l’asciugatura.
Trattare l’acqua che sale dal terreno
Esistono più vie: iniezione chimica, taglio meccanico, drenaggio perimetrale e inversione di polarità. Ora, soltanto l’ultima evita di forare la muratura.
Tutto parte dalla polarità dell’acqua. Ogni molecola si comporta come una calamita minuscola, con due poli opposti, e questa particolarità la aiuta a risalire nei capillari. Emettendo un segnale a bassa frequenza, l’apparecchio scompone quell’equilibrio. Da lì il movimento si inverte e l’acqua scende invece di salire.
La gamma si divide in due linee. La linea ATE lavora per via elettromagnetica e chiede soltanto una presa con messa a terra, con una spesa annua vicina ai 15 €. La linea ATG rinuncia a ogni alimentazione, ma entra in gioco solo se posare un ATE si rivela impraticabile.
Per la collocazione, punti al tratto più rovinato di un muro portante e resti vicino al pavimento. La superficie deve risultare regolare, e la scatola deve appoggiare contro la pietra o il laterizio, senza lastre di mezzo. La portata fa poi la differenza: conti un raggio di 7,5 metri con l’ATE LC15, di 15 metri con l’ATE LC30 e di 30 metri con l’ATE Max.
Va ripetuto fin dove arriva questo procedimento. Riguarda solo l’acqua proveniente dal terreno. Una copertura che perde, un danno da acqua o un velo di muffa in superficie appartengono ad altri interventi.
Quale rivestimento posare dopo
Attenda prima la stabilizzazione del muro. Poi qualche scelta limita il rischio.
Sui primi trenta centimetri, preferisca un intonaco di calce e una pittura minerale a un rivestimento incollato. Il muro conserva così la capacità di evaporare.
Se il rivestimento resta indispensabile, per esempio in un locale umido, lo faccia salire meno e lasci un giunto elastico al pavimento.
Eviti infine colle e fughe del tutto stagne ai piedi del muro. Quel piccolo gioco partecipa all’evaporazione.
Quanto attendere prima di riposare
Inzuppato, il muro si comporta come una spugna spessa: restituisce in molti mesi quanto ha assorbito.
In pratica, chi segue le nostre istruzioni di collocazione nota differenze chiare entro 18 e 24 mesi. Prima emergono indizi: la macchia si ferma in altezza, l’intonaco rimasto tiene, e i cristalli bianchi smettono di tornare.
C’è qui una trappola per l’occhio. Mentre l’acqua esce, abbandona i minerali che trasportava, e questi restano ben visibili. Una parete in piena ripresa può quindi apparire più bianca per un certo periodo.
Domande frequenti
Delle piastrelle che si staccano indicano sempre una risalita?
No. Una perdita o una posa difettosa producono lo stesso effetto. Tuttavia una fascia vuota regolare a filo del pavimento indica con forza il terreno.
Posso riattaccare qualche pezzo nel frattempo?
Può, ma la riparazione cederà. Finché il muro contiene acqua, la colla si staccherà di nuovo.
Una colla idrofuga risolve il problema?
No. Tiene meglio, però chiude la superficie e spinge l’umidità più in alto.
Bisogna togliere tutto?
Non per forza. Rimuova la zona che suona vuota, più un margine sopra, per restituire al muro una superficie che respira.
Come confermare l’origine senza strumenti?
Ci invii foto della parte bassa del muro, con un pezzo staccato se possibile. Poi la orientiamo senza costi e senza sopralluogo.
In sintesi
Delle piastrelle che si staccano in basso segnalano acqua nella muratura e sali che cristallizzano dietro i pezzi. Il rivestimento aggrava inoltre la propria caduta bloccando l’evaporazione.
Faccia il test del suono, rimuova la zona vuota, corregga gli ingressi d’acqua, tratti la causa e riposi solo a muro stabile. Il modello adatto al suo edificio si sceglie dal negozio, oppure ci scriva tramite il modulo di contatto.