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Enduit de façade dégradé en partie basse d’un mur

Intonaco per muri umidi: perché si stacca e come rifarlo

Un buon intonaco per muri umidi tiene solo se l’acqua che risale dal terreno viene trattata e può evaporare. Rifare la parte bassa di un muro con cemento su una muratura in risalita capillare significa chiudere dentro acqua e sali dietro una crosta rigida: l’intonaco suona vuoto, si crepa e poi cade a pezzi. Il metodo professionale segue pochi passaggi: individuare l’origine, trattare la risalita capillare nel muro, scrostare l’intonaco chiuso, far asciugare, poi finire con una malta traspirante al vapore acqueo. Questo trattamento può entrare nel vostro stesso preventivo, materiale compreso.

I segnali che un intonacatore non deve ignorare

Il cliente chiama per «rifare l’intonaco in basso». Prima di parlare di malta, guardate cosa racconta il muro:

  • un intonaco cementizio che suona vuoto al martello nella parte bassa e poi si stacca a lastre;
  • crepe e una craquelure concentrate sotto un limite piuttosto orizzontale;
  • una fascia più scura alla base della facciata, che non asciuga mai del tutto tra due piogge;
  • efflorescenze bianche e pittura di facciata che si sfoglia;
  • all’interno, un intonaco di gesso che si sgretola e cade in polvere dietro il battiscopa;
  • su un muro in pietra, giunti di malta che si sgretolano.

Se vi limitate a scrostare e reintonacare, tornerete sullo stesso muro. Il caso delle facciate è approfondito qui: intonaco di facciata che si degrada in basso.

Perché un intonaco per muri umidi si degrada

I sali cristallizzano sotto l’intonaco

L’acqua che risale dal terreno trasporta sali minerali. Quando evapora, questi sali cristallizzano. Sotto un intonaco poco permeabile, la cristallizzazione avviene tra il supporto e l’intonaco, che finisce spinto e staccato.

Un intonaco chiuso fa salire l’acqua più in alto

Un intonaco cementizio o una pittura di facciata chiusa riducono l’evaporazione nella parte bassa. L’acqua cerca un’uscita più in alto: la traccia sale sopra la zona rifatta e il vostro intervento si nota.

Il gelo accelera il distacco

In facciata, un intonaco impregnato d’acqua subisce i cicli di gelo e disgelo. L’acqua che gela nel supporto e nell’intonaco fa scoppiare la superficie e allarga le crepe.

Il gesso interno sopporta male l’acqua

Lato interno, un intonaco di gesso posato su una muratura umida perde coesione. Si sgretola, si stacca, e la pittura sopra si sfoglia.

Cosa verificare prima di preventivare il rifacimento

Sondare e misurare

Sondate l’intonaco col martello per delimitare le zone vuote, poi rilevate l’altezza della traccia dentro e fuori. Una fascia umida piuttosto regolare che parte dal suolo, con sali, su un muro portante, orienta verso una risalita capillare (cosa fissa l’altezza della risalita capillare).

Escludere le altre origini

Una traccia sotto un davanzale, intorno a una crepa o sulla facciata più esposta alla pioggia riguarda piuttosto un’infiltrazione. Muffe negli angoli freddi riguardano la condensa. In questi casi, e in caso di allagamento, un inversore di polarità non ha effetto: ditelo al cliente. Per distinguerle: condensa, infiltrazione o umidità di risalita.

Guardare intorno alla base della facciata

Un pluviale che scarica ai piedi del muro, una grondaia che perde, un pozzetto ostruito o un terreno inclinato verso la facciata caricano ulteriormente la muratura. Anche una pavimentazione a ridosso della facciata rimanda gli schizzi di pioggia sulla parte bassa del muro. Annotate tutto nella vostra diagnosi.

Individuare il punto di posa all’interno

Anche per un cantiere di facciata, l’apparecchio si posa all’interno dell’edificio: alla base di un muro portante umido, di fronte alla zona più carica d’acqua, senza contropareti tra lui e la muratura. Per un ATE serve inoltre una presa con terra sempre sotto tensione, mai interrotta da un interruttore. Controllatela durante il sopralluogo.

Intonaco per muri umidi: le tappe del rifacimento

Fase 1: posare l’inversore di polarità

Posizionate l’apparecchio a raso terra, di fronte al tratto più colpito, lontano dagli angoli, che dimezzano la sua portata. La posa richiede pochi minuti, senza forare né tracciare. Per scegliere il modello, misurate la distanza tra il punto di posa e il muro umido più lontano e confrontatela con il raggio d’azione:

  • 7,5 metri di raggio: l’ATE LC15, cioè 15 metri di diametro;
  • 15 metri di raggio: l’ATE LC30 o l’ATE Pulse, 30 metri di diametro, i modelli più installati nelle abitazioni singole;
  • 30 metri di raggio: l’ATE MAX, 60 metri di diametro, pensato per grandi volumi come condomini, edifici storici o locali professionali;
  • l’ATG LC30 o l’ATG LC15, senza elettricità, riservati ai muri dove non esiste alcuna presa con terra permanente.

Altezza, angolo, contatto con il muro: rileggete la guida per installare un inversore di polarità prima del vostro primo cantiere di questo tipo.

Fase 2: scrostare gli intonaci chiusi nella parte bassa

Rimuovete l’intonaco cementizio e le pitture chiuse sulla zona colpita, in facciata come all’interno, superando il limite superiore della traccia. Più la base del muro resta libera, più l’asciugatura avanza in fretta.

Fase 3: correggere gli ingressi d’acqua

Pluviale, grondaia, pozzetto, pendenza del terreno: ogni apporto d’acqua esterno va corretto, da voi o dal mestiere competente.

Fase 4: lasciare respirare la muratura

Lasciate il muro nudo per diversi mesi prima della finitura. Durante l’asciugatura, i sali migrano in superficie: un muro che migliora può sembrare più bianco per un periodo. Un segno a matita, datato, in cima alla zona umida, dà al cliente un punto di riferimento.

Fase 5: intonacare con una malta traspirante

In finitura, scegliete un intonaco permeabile al vapore acqueo, come un intonaco a calce, piuttosto che un intonaco cementizio. Su una muratura antica in pietra o mattone, è anche la scelta coerente con il supporto. Sui tempi, parlate di 18-24 mesi in generale prima di un miglioramento visibile; un muro spesso e molto carico d’acqua richiede più pazienza.

Aggiungete il trattamento al vostro preventivo di intonaco

Intonacatore o specialista di facciate, siete spesso l’unico professionista che esamina da vicino la base del muro. Se la causa resta, sarà il vostro intonaco a prendersi la colpa. Nel preventivo, dettagliate:

  • la fornitura e posa dell’inversore di polarità, con riferimento e diametro d’azione;
  • lo scrostamento degli intonaci chiusi nella parte bassa;
  • la correzione degli ingressi d’acqua, o l’indirizzamento al mestiere giusto;
  • l’intonaco di finitura a calce, pianificato in un secondo passaggio;
  • le indicazioni per il cliente: tempi, presa mai interrotta, circa 15 € di elettricità l’anno, garanzia del produttore di 10 anni, limiti del trattamento.

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Domande frequenti

Che intonaco mettere su un muro umido?

Un intonaco permeabile al vapore acqueo, a calce per esempio, e solo dopo aver trattato la causa e lasciato asciugare il muro. Nella parte bassa, un intonaco cementizio trattiene acqua e sali.

Si può intonacare a calce direttamente su un muro con risalita capillare?

La calce lascia respirare meglio la muratura, ma non tratta l’acqua che risale dal terreno. I sali continueranno a uscire attraverso di essa finché la causa non è trattata.

L’inversore di polarità agisce sulle infiltrazioni di facciata?

No. Tratta la risalita capillare. Le infiltrazioni riguardano la tenuta della facciata, della copertura o dei serramenti.

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In sintesi

Su una risalita capillare, l’intonaco si rifà per ultimo, mai per primo. Sondate, escludete le infiltrazioni, posate l’inversore di polarità all’interno contro il muro portante, scrostate gli intonaci chiusi, correggete gli ingressi d’acqua, lasciate asciugare per mesi, poi finite a calce. Comunicate per iscritto tempi e perimetro del trattamento. Per trasformare questo riflesso in fatturato: la vendita aggiuntiva in edilizia, metodo ed esempi.